mercoledì 2 agosto 2017

"IN PIEDI SULL'ARCOBALENO" di Fannie Flagg














p.p.      384
ed:       BUR
prezzo: 10,00



TRAMA: 

Elmwood Springs è la placida cittadina di provincia già teatro  di "Pane cose e cappuccino"
Questa volta la storia inizia nel 1946, ed è narrata da Dorothy, così come sono soliti chiamarla gli ascoltatori della sua trasmissione radiofonica quotidiana. Proprio attraverso la sua voce impariamo presto ad affezionarci ai tanti altri protagonisti: Bobby, il suo amato figlio di dieci anni, destinato a vivere migliaia di vite, la maggior parte immaginarie; il carismatico Hamm Sparks, che inizia vendendo trattori e finisce a vendere se stesso come politico, amato da due donne diverse come il giorno e la notte; Beatrice Woods, la ragazza cieca dalla voce angelia; e la favolosa Minnie Oatman, voce solista del locale coro gospel.



" La nostra vita è tutta un cosa - sarebbe - successo - se...
Non trovate anche voi?"

COMMENTO PERSONALE:

Questo meraviglioso romanzo, il mio secondo audiolibro,  praticamente perfetto!!
Fannie Flagg utilizza uno stile incalzante, infatti la narrazione è veloce ma per niente confusionaria, il linguaggio è semplice e dunque un ottimo ascolto.
Questo  libro parla con delicatezza della vita, della vita vera, e si snoda in un arco narrativo che copre quasi 50 anni, la storia è piacevole e  spesso fa' sorridere.
Nonostante l'ottimismo di fondo, le storie di Fannie Flagg non sono solo fantasiose in un mondo incantato; le cose brutte capitano anche ai nostri personaggi e capitano anche a Elmwood Springs.
In piedi sull'arcobaleno si apre con un prologo, una sorta di lettera ai lettori, da parte di Tooth Wooten, personaggio bizzarro che nel libro apparirà poche volte.
La nostra vera protagonista è Dorothy, la quale è anche la voce narrante, oltre che essere casalinga, moglie, madre è conosciuta come Neighborn Dorothy , pioniera delle trasmissioni via etere, che trasmette dal salotto di casa sua uno show radiofonico di straordinario successo.
Consiglio la lettura di questo libro perché si trovano meravigliosi personaggi, vivrete tante vite diverse a partire da un pianeta chiamato Elmwood Springs.


Voto: 4,5 su 5

mercoledì 26 luglio 2017

"L'UOMO CHE SCAMBIO' SUA MOGLIE PER UN CAPPELLO" di Oliver Sacks














p.p.      320
ed:       Adelphi
prezzo: 9,35



TRAMA:

Questo libro è stato pubblicato per la prima volata a Londra nel 1985.
Oliver Sacks neurologo di fama internazionale, raccoglie in questo libro alcuni interessanti casi clinici che gli si sono presentati durante la sua carriera, presentandoli sotto forma di appassionati racconti. Ciascuno di questi pazienti ha una propria storia alle spalle che Sacks ritiene giustamente importante sia per definire i pazienti non solo da un punto di vista prettamente clinico ma anche sotto il profilo personale, sia per studiare in modo più approfondito la malattia insorta nel paziente stesso e le sue cause.
Un esempio di caso presentato da Sacks è Jimmie, che, all'età di 19 anni, ha perso la capacità di memorizzare. Convinto di vivere nel 1945 rimarrà sconvolto nell'osservarsi allo specchio, nello scoprire di non essere il ragazzino che si credeva. Questa sensazione scomparirà però entro pochi minuti, a causa proprio della sua malattia. In questi racconti troviamo le molteplici sfumature del cervello umano, comportamenti che mutano in seguito a lesioni celebrali, a cure, a stimolazioni del cervello, un mondo affascinante e inquietante nel contempo, ci troveremo ad essere nuotatori "in acque sconosciute, dove può accadere di dover capovolgere tutte le solite considerazioni, dove la malattia può essere benessere e la normalità malattia, dove l'eccitazione può essere schiavitù o liberazione e dove la realtà può trovarsi nell'ebbrezza, non nella sobrietà".




" E' un libro che vorrei consigliare a tutti: medici e malati, lettori di  romanzi e di poesia, cultori di psicologia e di metafisica, vagabondi e sedentari, realisti e fantastici. La prima musa di Sacks è la meraviglia per la molteplicità dell'universo."
Pietro Citati



COMMENTO PERSONALE:


Perché ho iniziato la lettura di questo libro? Mah! sinceramente è un argomento che mi affascina, il cervello è una materia che mi ha sempre appassionato. E di questo romanzo o meglio saggio ne ho sempre sentito e letto bene.
Questo libro, si presenta come una serie di casi clinici, i protagonisti persone per lo più normali come un illustre insegnate di musica, incapace di riconosce i volti (vedi il titolo del libro) che accarezza distrattamente i parchimetri credendo che siano teste di bambini, oppure un  vigoroso marinaio che non ricorda le parole appena dette...e molti altri.
Tutte patologie e pazienti differenti, ognuna presentata da una prefazione che ci anticipa i casi, e così faremo la loro conoscenza, ma anche amicizia, grazie all'empatia naturale che Sacks sembra provare con i suoi pazienti e trasmetterci attraverso le sue parole.
La lettura di questo saggio è piacevole e scorrevole, consigliata a chiunque sia anche solo superficialmente interessato all'argomento, un libro bello appassionante e sicuramente molto interessante.



Voto: 4 su 5

mercoledì 19 luglio 2017

"CENTRAL PARK" di Guillaume Musso














p.p.      300
ed:       Bompiani
prezzo: 13,00




TRAMA:


New York. Otto del mattino. Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di Central Park. Non si ricordano nulla del loro incontro. La sera prima, Alice era ad una festa sugli Champs-Elysées con i suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare. Impossibile? Eppure... Dopo lo stupore iniziale le domande sono inevitabili: come sono finiti in una situazione simile? Da dove arriva il sangue di cui è macchiata la camicetta di Alice? Perché dalla sua pistola manca un proiettile? Per capire cosa sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite, Alice e Gabriel non possono fare altro che agire in coppia. La verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite.





COMMENTO PERSONALE:


Questo romanzo non l'ho letto, l'ho ascoltato, ebbene sì!!! il mio primo audiolibro, ho pensato che, per iniziare questo nuovo modo alternativo, di lettura/ascolto, avevo bisogno di qualcosa di leggero ma nello stesso tempo avvincente che mi tenesse incollata alle cuffie. 
Devo ammettere che l'abile Guillaume Musso ti porta a continue domande che ti frullano in testa e ci sono anche continui flashback che riportano ad un caso successo tre anni prima, che per la nostra protagonista era diventato una vera e propria ossessione. 
Un thriller psicologico crudo, forte e che difficilmente riuscirete ad indovinare come adrà a finire, vi sfido...
La solita riflessione che faccio finito un libro, mi ha portato però, stavolta a dire "è troppo", insomma una storia che con la vita vera, a ben poco a che fare...


Voto: 3 su 5

mercoledì 12 luglio 2017

"LO STRANO CASO DELL'APPRENDISTA LIBRAIA" di Deborah Meyler














p.p.      348
ed:       Garzanti 
prezzo: 16,40


TRAMA:

Esme ama ogni angolo di New York, e soprattutto quello che considera il suo posto speciale: La Civetta, una piccola libreria nell'Upper West Side. Un luogo magico in cui si narra che Pynchon ami passar i pomeriggi d'inverno e che nasconde insoliti tesori, come una prima edizione del Vecchio e il mare di Hemingway. Ed è lì che il destino decide si sorridere quando sulla vetrina della libreria vede appeso un cartello: cercarsi libraia. E' l'occasione che aspettava, il lavoro in cui ha tanto bisogno. Perché a soli ventitrè anni è incinta e non sa cosa fare: il fidanzato Mitchell l'ha lasciata prima che potesse parlargli del bambino. ma Esme non ha nessuna idea di come funzioni una libreria. Per fortuna a d aiutarla ci sono i suoi curiosi colleghi: George, che crede ancora che le parole possano cambiare il mondo; Mary, che ha un consiglio per tutti; David e il suo sogno di fare l'attore. Poi c'è Luke, timido e taciturno, che comunica con le con le note della sua chitarra. Sono loro a insegnarle la difficile arte di indovinare i desideri dei lettori: Il Mago di Oz può salvare una giornata storta, il giovane Holden fa vedere le cose da una nuova prospettiva e tra le opere di Shakespeare si trova sempre una risposta per ogni domanda. E proprio quando Esme riesce di nuovo a guardare al futuro con fiducia, la vita la sorprende ancora: Mitchell viene a sapere del bambino e vuole tornare con lei. Esme si trova davanti a un bivio. Il suo più grande desiderio sta per realizzarsi, ma non è più la ragazza spaventata di un tempo e non sa più se è quello che vuole davvero. Perché a volte basta la pagina di un libro, una melodia sussurrata, una chiacchierata a cuore aperto con un nuovo amico per capire chi si è veramente. Perché Esme non è più un'apprendista libraia, ora è una libraia per scelta. Lo strano caso dell'apprendista libraia è un romanzo più amato dalle librerie indipendenti americane. Grazie a loro è partito un passaparola tra i lettori che ne sono rimasti incantati. Deborah Meyler è convinta che l'esperienza più bella della sua vita sia stata lavorare in un negozio di libri e ha deciso di descriverla. Un romanzo che ricorda a tutti noi come il fascino delle librerie sia intramontabile. E che spesso quei luoghi pieni di scaffali polverosi nascondono sorprese inaspettate.



COMMENTO PERSONALE:


Premetto che l'unica cosa che mi è piaciuta del libro è la libreria dove la protagonista Esme trova lavoro, in circostanze a dir poco assurde, lei venuta dall'Inghilterra con una borsa di studio in storia dell'arte, scoperto di essere incinta decide di cercare lavoro e nell'immensa New York, camminando nella Upper West Side vede un cartello "cercasi aiutante"  decide di farsi avanti e ovviamente viene assunta dal proprietario "buon samaritano" George, senza alcuna esperienza, con un permesso studio che in ogni caso le impedirebbe di lavorare al di fuori dell'università, e per di più incinta e quindi cagionevole e impossibilitata a sollevare pesi.
Una storia d'amore la sua a senso unico, lei che ha occhi solo che per Mitchell, ricambiata da lui solo a parole, la cosa si capisce fin dalle prime pagine del romanzo.
Tutto decisamente assurdo, una storia che neanche gli sceneggiatori di Beatiful avrebbero saputo far meglio.
Non spreco altre parole, insomma un romanzetto da ombrellone...ma per me anche no.



Voto: 1 su 5

giovedì 29 giugno 2017

EILEEN di Ottessa Moshfegh














p.p       228
ed:       Mondadori
prezzo: 19.00


TRAMA:



"Eravamo nel 1964, stava per succedere di tutto."

Le ragazze americane scoprono le minigonne, fumano per strada, conquistano nuove libertà. Ma Eileen Dunlop non è come le altre ragazze, non cerca di rendersi attraente, non ascolta i Beatles e non guarda Ed Sullivan alla tv, non le interessano le cose divertenti o popolari. Vive con il padre alcolizzato in una cittadina di periferia, in un quartiere con le strade fiancheggiate da alberi e gente piena di senso civico: un posto che sembra meraviglioso, a passarci in macchina. Lavora in un riformatorio per adolescenti maschi, fa seguire le regole come le ha insegnato la sua educazione conservatrice e cattolica. Timbra il cartellino in entrata e in uscita, timorosa di essere punita o esclusa: nessuno potrebbe dire di lei che è pervertita, una ladra o una bugiarda. La vita di Eileen potrebbe scorrere così per sempre, noiosa e spenta come le sue gonne di lana al ginocchio e le calze spesse. Ma non accade. Perché Eileen in realtà è una furia i pensieri sempre in movimento, la mente come quella di un  assassino. E' il 1964 e la libertà non è lontana. E se la libertà avesse un nome ambiguo  e seducente come Rebecca Saint John? L'impeccabile direttrice del carcere, dagli occhi di uno strano azzurro piscina tropicale e i modi pazzi dei ricchi straordinariamente belli? Forse, senza Rebecca, Eileen avrebbe passato il tempo giurando a Dio che sarebbe cambiata, sarebbe diventata una vera signora, avrebbe tenuto un diario, sarebbe andata in chiesa, avrebbe pregato, indossato vestiti puliti, scelto amiche carine, avrebbe fatto coppia fissa con un bravo ragazzo, si sarebbe occupata del bucato. Forse, senza Rebecca, Eileen non si sarebbe fatta strada da sola, un'orfana che allontana in macchina un una gelida mattina di Natale...




"Una donna adulta è come un coyote, può sopravvivere con molto poco.
 Gli uomini, invece, sono più simili ai gatti. 
Se li lasci da soli troppo a lungo muoiono di tristezza.
Nel corso degli anni ho imparato ad amare gli uomini per questa loro debolezza."



COMMENTO PERSONALE:


Adoro Eileen perché mi piace? Perché è totalmente diversa da me...
Uno scricciolo di ragazza che pesa vestita non più di 45 chili, con il suo fisico da bambina, lei che di rado fa la doccia perché ha freddo, cambia raramente le lenzuola, e le piace "crogiolarsi nel suo sporco", vive con il padre ex poliziotto alcolizzato, con manie di persecuzione, che per "levarselo di torno" gli compra casse di gin, così stramazzerà sulla sua poltrona.
Eileen che provò più pena per la morte del suo cane che per quella della madre. Un infanzia difficile che ha contribuito a creare in lei la voglia di scappare da quell'ambiente claustrofobico.
La svolta fu' l'incontro con Rebecca la nuova e bellissima direttrice del riformatorio dove lavora, lei che non ha mai avuto un amica, trova finalmente una complice, qualcuno con cui stringere un legame, si sà gli opposti si attraggono.
Un finale a tinte noir, che non ti aspetti...
Il desiderio, il bisogno e la conquista della libertà...
Coinvolgente ed emozionante.


"Perché il mio cuore doveva farmi male per qualcuno che non fossi io?"


Voto: 5 su 5

martedì 20 giugno 2017

"DA DOVE LA VITA E' PERFETTA" di Silvia Avallone














p.p.  376
ed:   Rizzoli
prezzo: 19,00




"Bianca non apparteneva né a lei né a nessun altro.
Era l'inizio di una storia."


TRAMA:

C'è un quartiere vicino alla città ma lontano dal centro, con molte strade e nessuna via d'uscita. C'è una ragazzina di nome Adele, che non si aspettava nulla dalla vita, e invece la vita regala una decisione irreparabile. C'è Manuel, che un pezzetto di mondo placcato oro è disposto a tutto ma sembra nato per perdere. Ci sono Dora e Fabio, che si amano quasi da sempre ma quel "quasi" è una frattura divaricata dal desiderio di un figlio. E poi c'è Zeno, che dei desideri ha già imparato a fare a meno, e ha solo diciassette anni. Questa è la loro storia, d'amore e di abbandono, di genitori visti dai figli, che poi è l'unico modo di guardarli. Un intreccio si attese, scelte e rinunce che si sfiorano e illuminano il senso più profondo dell'essere madri, padri e figli. Eternamente in lotta, eternamente in cerca di un luogo sicuro dove basta stare fermi per essere altrove.




"Solo i legami che non si scelgono non si possono spezzare.
Tutti gli altri sono labili, precari."



COMMENTO PERSONALE:

A muovere i protagonisti di questa storia è la rabbia e la voglia di fuggire da un mondo che non li rende felici e oltre il quale sperano che la vita sia perfetta.
C'è Adele impegnata ad affrontare una delle prove più sconvolgenti e meravigliose della sua vita. Una prova che ha deciso di affrontare da sola senza sua madre e sua sorella e soprattutto Manuel il padre di sua figlia, piccolo spacciatore con un passato alle spalle di violenza. Sola in sala parto, trascorrerà con sua figlia solo pochi minuti, poi le loro vite si separeranno per sempre, perché Adele per Bianca desidera un futuro migliore: quello che a lei è stato negato.
Poi ci sono Dora e Fabio che praticamente si conoscono e si amano da sempre, e loro un figlio provano ad averlo da anni senza risultati, la loro vita si concentra su quel bambino che non è mai arrivato, su un futuro che è così forte che rischi di distruggere il presente.
E Zeno brillante studente costretto ad accudire la madre malata, l'immagine della solitudine, senza avere la possibilità di cambiare e trovare un po' di felicità.
Ci affezioniamo a questi personaggi che l'autrice ci descrive con cura e delicatezza, un romanzo duro e doloroso, ricco di spunti che mi pensare "Da dove la vita è perfetta"? 



Voto: 4,5 su 5




giovedì 25 maggio 2017

"LA VOCE NASCOSTA DELLE PIETRE" di Chiara Parenti














p.p.    384
ed:     Garzanti
prezzo: 16,90


TRAMA:

Luna era una bambina quando il nonno le ha insegnato che l'agata infonde coraggio, l'acquamarina dona gioia comunica pace e saggezza. Ma ora che ha quasi trent'anni, lei non crede più che le pietre possano aiutare le persone. Non riesce più a sentire la loro voce. Sono solo sassolini colorati che vende nel negozio di famiglia. Perché il suo cuore porta ancora i segni della delusione: molti anni prima si è fidata di Leonardo, che attraverso le pietre le parlava di sentimenti, ma una notte lui l'ha abbandonata senza una spiegazione, senza una parola. E da allora il mondo di Luna è crollato. Fino ad adesso. Fono al ritorno di Leonardo nella sua vita. E' lì per darle tutte le risposte che non le ha mai dato. Risposte che Luna non vuole più ascoltare. Ma suo nonno è accanto a lei per ricordarle come trovare conforto: le pietre conoscono la strada, basta avere il coraggio di seguirle.



"Importante non era trovare qualcosa, 
ma non smettere di cercare."




COMMENTO PERSONALE:


Su consiglio di un amica ho iniziato questo romanzo, devo ammettere attratta dalla copertina come prima cosa, poi come una calamita da ogni capitolo con un iniziale descrizione di una pietra preziosa che in qualche modo anticipa quello che poi avverrà nel racconto. 
Luna è una ragazza cresciuta con il suo saggio, amorevole ed avventuroso nonno Pietro, che sin da quando era piccola, le trasmette la passione ed il dono: la conoscenza ed il "sentire" la voce delle Pietre.
Un libro mai noioso, pieno di sorprese e soprattutto mi ha fatto venir voglia di possedere una grande quantità di gemme descritte nei capitoli.
Mi ha colpito anche la ricerca non come punto di arrivo, ma come punto di partenza per arrivare alla felicità. 
Vorrete anche voi, trovare la vostra pietra e tenerla stretta tra le mani insieme a questo dolcissimo romanzo.



Voto: 4,5 su 5


giovedì 18 maggio 2017

"MI CHIAMO LUCY BARTON" di Elizabeth Strout














p.p        158
ed:        Einaudi
prezzo:  14,88



TRAMA:

Da tre settimane costretta in ospedale per le complicazioni post-operatorie di una banale appendicite, proprio quando il senso di solitudine e isolamento si fanno insostenibili, una donna vede comparire al suo capezzale il viso tanto noto quanto inaspettato della madre, che non incontra da anni. Per arrivare da lei è partita dalla minuscola cittadina rurale di Amgash, nell'Illinois, e con il primo aereo della sua vita ha attraversato le mille miglia che la separano da New York. Alla donna basta sentire quel vezzeggiativo antico, "ciao, Bestiolina", perché ogni tensione le si sciolga in petto. Non vuole altro che continuare ad ascoltare la sua voce, timida ma inderogabile, e chiede alla madre di raccontare, una storia, qualunque storia. E lei, impettita sulla sedia rigida, senza mai dormire né allontanarsi, per cinque giorni racconta: della spocchiosa Kathie Nicely e della sfortunata cugina Harriet, della bella Mississippi Mary, povera come un sorcio in sagrestia. Un flusso di parole che placa e incanta, come una fiaba per bambini, come un pettegolezzo fra amiche. La donna è adulta ormai, ha un marito e due figlie sue. Ma fra quelle lenzuola, accudita da un medico dolente e gentile, accarezzata dalla voce della madre, può tornare a osservare il suo passato dalla prospettiva protetta di un letto d'ospedale. Lì la parola rassicura perché avvolge e nasconde. Ma è il silenzio, nel fiume gelido del non detto, che scorre l'altra storia.



" Ciascuno di voi ha soltanto una storia, scrivete la vostra unica storia in molti modi diversi.
Non state mai a preoccuparvi, per la storia. 
Tanto ne avete una sola."



COMMENTO PERSONALE:


In poco più di 150 pagine, la scrittrice premio Pulitzer con "Olive Kitteridge", racconta il rapporto tra una madre e una figlia interrotto molti anni prima, che si amano nonostante tutto ma che non possono dirselo apertamente, perché non ne sono mai state capaci e perché il non detto, alle volte, è più facile così da offuscare la memoria dai fallimenti e dai segreti.
In questo romanzo ci racconta anche, le storie delle persone che Lucy incontra sul suo cammino, portandola lontana dalla provincia e dalla misera casa dei suoi genitori dove ha trascorso un'infanzia di privazioni.
Un testo che sicuramente mi ha colpito per le numerose chiavi di lettura: dalla famiglia, al dolore, povertà ed emarginazione, sui legami di sangue che uniscono nonostante tutto, alla maternità e alle parole non dette.
E poi c'è una riflessione sul mestiere della scrittura: perché prima di tutto Lucy è una scrittrice, e nel corso del libro ce lo racconta questo talento bellissimo e complicato.



Voto: 4,5 su 5

mercoledì 3 maggio 2017

"LE DIFETTOSE" di Eleonora Mazzoni














p.p.      172
ed:       Einaudi
prezzo: 13,60



TRAMA:

Carla ha quasi quarant'anni, un compagno praticamente perfetto, un lavoro stimolante e un certo fascino. Ma non riesce ad avere un figlio. E per una come lei, abituata a centrare l'obiettivo, il senso di fallimento brucia senza consumarsi. Perché l'ossessione della maternità si può affinare al punto da dare dipendenza. Accade a molte delle donne che Carla incontra quando decide di tentare la fecondazione assistita. Tutte stanno in fila, mese dopo mese, per eseguire lo stesso rituale: gli ormoni, il pick-up, il transfer, l'attesa.
Conoscono il proprio corpo e i suoi segnali con una precisione maniacale. Usano un oscuro gergo da iniziate. Perché loro non aspettano un bambino, "fanno la cova", non rimangono incinte, "s'incicognano". Mentre a forza di medicine si gonfiano come galline d'allevamento, le donne "difettose" si sfogano, si danno conforto, nelle sale ospedaliere o nelle chat. Nel suo viaggio alla ricerca della maternità, e di una forza di saggezza che pare sempre scivolare fra le dita, Carla può contare su di loro, ma anche su due guide spirituali d'eccezione: Seneca, oggetto dei suoi studi di latinista, e nonna Rina, che prima di diventare solida come una quercia era stata fragile come un albero rinsecchito. Nonostante persino la Bibbia sia piena di vecchie sterili che all'improvviso riescono a procreare, Carla forse deve mettersi in testa che un figlio non è un diritto, come le dice Marco, il suo compagno, con quella sua franchezza generosa e un po' leggera.




Eppure, rispetto alle madri "secondo natura", noi "difettose" 
abbiamo una marcia in più, 
con quel figlio che non "capiterà" 
mai per caso, 
così amato tanto tempo prima di essere concepito.



COMMENTO PERSONALE:

Sono riuscita a leggere questo libro a ridosso del sesto compleanno di mio figlio, ho finalmente trovato il coraggio di farlo e con la protagonista Carla, in piccola parte ho rivissuto quel periodo difficile della mia vita, nella sua quotidianità mi sono ritrovata a pensare a quei giorni e devo sempre in ogni momento ritenermi super fortunata.
Questo è un argomento controverso, pieno di pregiudizi. Anche se la maternità non è necessaria per sentirsi pienamente donna, è indubbio che rappresenti un'esperienza unica.
Una donna infertile si sente vuota, incompleta, "difettosa" appunto.
E se ricorre alla fecondazione artificiale sa di essere giudicata doppiamente difettosa.
Questo romanzo non è un autobiografia, come specifica l'autrice, ne un libro sulla fecondazione assistita. E' un racconto sul mistero della vita, dei nostri desideri, della difficoltà di esaudirli, del perché li perseguiamo e pagando quali prezzi. Del perché alle volte li abbandoniamo. Parla di cosa significa sentirsi realizzati. Del perché la nostra volontà non basta a perseguire quello che ci prefiggiamo. 
Io credo che di procreazione assistita occorra parlarne sempre di più, con competenza e senza preconcetti. Visto che è destinata a rivoluzionare e cambiare in modello di famiglia tradizionale.
E soprattutto non chiedete mai ad una donna quando farà un figlio, non è per niente, tutto così scontato..


Voto: 5 su 5




  

giovedì 27 aprile 2017

"Le ragazze" di Emma Cline















p.p.      334
ed:       Einaudi
prezzo: 15,30



TRAMA:


Evie voleva solo che qualcuno si accorgesse di lei. Come tutte le adolescenti cercava su di sé lo sguardo degli altri. Un'occasione per essere trascinata via, anche a forza, dalla propria esistenza. Ma non aveva mai creduto che questo potesse accadere davvero. Finché non le vide: le ragazze. Le chiome lunghe e spettinate, i vestiti cortissimi. Il loro incedere fluido e incurante come di "squali che tagliano l'acqua". Poi il ranch, nascosto tra le colline. L'incenso, la musica,  i corpi, il sesso. E, al centro di tutto, Russell. 
Russell con il suo carisma oscuro. Ci furono avvenimenti, segni di ciò che sarebbe, accaduto? Oppure Evie era ormai troppo sedotta dalle ragazze per capire che tornare indietro sarebbe stato impossibile?








COMMENTO PERSONALE:


Romanzo di esordio della giovanissima Emma Cline, il mio timore era di trovarmi di fronte ad una buona operazione di marketing editoriale, ma ho dovuto riconoscere che Emma Cline è una scrittrice raffinata e delicata, ho anche apprezzato molto la sua maturità nononstante la giovane età.
Evie all'epoca ha 14 anni ed è insofferente verso i genitori, verso la madre alla ricerca di un nuovo compagno, ed un padre assente che ritiene sufficiente solo qualche telefonata per adempiere al suo ruolo genitoriale.
Ma l'insofferenza più grande è verso la sua anonima vita, passata ad immaginarne una diversa.
E' nel parco che vede per la prima volta "le ragazze". Mature, sicure ed inarrivabili.
Tra tutte Suzanne che sa esercitare su Evie un'inspiegabile attrattiva, sarà proprio lei a farle vedere il suo mondo: la realtà di una comune.
Giornate scandite da musica, sesso e droga, ed il ranch luogo di ambiguità che confonde Evie, e un pochino anche noi lettori. 
Tutto ruota attorno al fondatore, Russell, l'uomo che ha manipolato le loro menti.
Lui che fu il mandante dei cruenti omicidi, ma questo fatto di cronaca rimane sempre come sfondo al racconto, la protagonista resta sempre Evie e la sua difficile maturazione.
Il romanzo si basa sulle vicende, realmente accadute, che alla fine degli anni Sessanta ebbero come protagonisti Charles Manson e la sua "famiglia" passata alla storia con una serie di efferati omicidi.

"Le ragazze" è una lettura che mi ha coinvolto fin dalle prime pagine, una storia reale, cruda, che ti lascia con l'amaro in bocca, lo consiglio caldamente.



Voto: 5 su 5














mercoledì 12 aprile 2017

"La ragazza nell'ombra" Lucinda Riley














p.p.      656
ed:       Giunti Editore
prezzo: 14,90



TRAMA:


Silenziosa ed enigmatica, appassionata di letteratura e cucina, Star è la terza sorella delle sei figlie adottive del magnate Pà Salt e vive da sempre nell'ombra dell'esuberante sorella CeCe. Fin da piccole le due sono inseparabili: hanno un linguaggio segreto che comprendono solo loro e hanno passato gli ultimi anni viaggiando per il mondo, guidate dallo spirito indomito di CeCe, di cui Star è abituata ad assecondare ogni desiderio. Ma adesso, a solo due settimane dalla morte del padre, CeCe decide che per entrambe è arrivato il momento di fissare un punto fermo nelle loro vite e mostra a Star il magnifico appartamento sulle rive del Tamigi che ha intenzione di comprare per loro. Per la prima volta nella sua vita, però, Star sente che qualcosa in lei è cambiato: quel rapporto quasi simbiotico sta rischiando di soffocarla. E' ora di trovare finalmente la propria strada, cominciando dagli indizi che Pà Salt le ha lasciato per metterla sulle tracce delle sue vere origini: una statuetta che raffigura un gatto nero, il nome di una donna misteriosa vissuta quasi cent'anni prima e il biglietto da visita di un librario londinese. Ma cosa troverà tra i volumi polverosi di quella vecchia libreria antiquaria? E dove vuole condurla realmente Pà Salt? Segreti e destini magistralmente intrecci formano l'avvincente enigma che Star dovrà decifrare nel terzo, straordinario capitolo della saga bestseller. 







COMMENTO PERSONALE:


Il terzo capitolo è per ora quello che mi è piaciuto di più. 
Causa influenza, con un po' di tempo in più a disposizione,  non riuscivo a staccarmene.
Questa volta si parla di Star la terza sorella, l'indizio che il padre le lascia è il nome di una donna Flora MacNichol e un indirizzo, quello di una libreria di Kensington Street, da qui tra libri rari e antichi ricoperti di polvere, ha inizio per Star un percorso che la condurrà in un viaggio nel tempo tra passato e presente, tra vecchie lettere dall'inchiostro sbiadito e tranquille campagne del Kent, contorte e misteriose vicende che coinvolgeranno due nobili famiglie dell'aristocrazia inglese dell'inizio Novecento.
Il percorso di Star però si fa' anche interiore con il silenzioso rapporto con la sorella CeCe che la porterà con sofferenza al distacco.
I personaggi non sono molti ma sono ben caratterizzati, quasi già li conoscessimo!! Ovviamente non mancano i colpi di scena, soprattutto quando meno te lo aspetti.
Anche questo capitolo non mi ha deluso, anzi, le abbondanti seicento pagine scorrono veloci, non c'è niente da meravigliarsi la Riley ha il dono di descrivere avvenimenti e paesaggi in un modo delicato e semplice.



Voto: 5 su 5

giovedì 30 marzo 2017

"Lo specchio nero " di Gianluca Morozzi














p.p. 333
ed.  Guanda
prezzo: 18,00




TRAMA:


Svegliarsi in una stanza mai vista prima, accanto a una sconosciuta nuda, senza ricordarne niente delle ore precedenti, non è del tutto inusuale. Se però la donna è morta e la stanza è chiusa a chiave dall'interno, la faccenda si fa un pò più preoccupante. E non migliora quando trovi un altro cadavere nel bagno, chiuso a chiave dall'esterno. Non c'è da stupirsi che Walter Pioggia esca in preda al panico da quella stanza, da quella casa, in cui l'assassino di due persone può essere soltanto lui. A partire dal mattino dopo, i problemi di Walter sono tre. Il primo è scoprire se davvero quel terribile delitto ha avuto luogo, dato che per giorni i media non ne danno notizia: che sia stata solo un'allucinazione? Poi, quando i cadaveri vengono ritrovati, sorge il secondo problema: dimostrare, soprattutto a se stesso, che non è stato lui. E su tutto aleggia il terzo problema, il più grande di tutti: fare i conti con un passato devastante che ritorna, con il tradimento di un padre, con un amico che credeva morto e forse non lo è. Tra i portici e i bar di una Bologna bohémien ricostruisce con affetto e ironia, si sviluppa un'indagine psicologica che colora di tensione il presente apparentemente normale di un uomo apparentemente normale, fino alla più sorprendente delle conclusioni.




COMMENTO PERSONALE:


Walter Pioggia è un ragazzo scrupoloso, con una vita monotona al massimo si concede qualche serata alcolica con un collega di lavoro, nulla più. Ma quando quella notte si sveglia in quell'appartamento tutto cambia gli interrogativi saranno tantissimi (perchè sono qui, chi sono i cadaveri, perchè proprio io, dov'è la mia giacca e le mie chiavi, come sono arrivato qui, ma quanto ho bevuto ieri sera?) questo è l'inizio della storia, un thriller psicologico dai ritmi serrati, sebbene la prima parte sia un pochino più lenta rispetto la seconda, dove assieme torneremo al passato di Walter a conoscere la sua famiglia e la sua adolescenza difficile, i ricordi raffiorano, e scopriremo un lato oscuro del nostro protagonista.
La scrittura di Morozzi è sempre scorrevole e piacevole, un bel giallo labirintico disseminato di trappole ed indizi.
E il finale davvero geniale, anche in questo romanzo Morozzi non sbaglia un colpo.



Voto: 5 su 5






mercoledì 22 marzo 2017

"Stanza, letto, armadio, specchio" di Emma Donoghue














p.p. 339
ed:  Mondadori
prezzo: 19,50



TRAMA:


Jack ha cinque anni e la Stanza è l'unico mondo che conosce. E' il posto dove è nato, cresciuto, e dove vive con Ma': con lei impara, legge, mangia, dorme e gioca. Di notte Ma' chiude al sicuro nel Guardaroba, e spera  che lui dorma quando il Vecchio Nick va a far loro visita. La Stanza è la casa di Jack, ma per Ma' è la prigione dove il Vecchio Nick li tiene rinchiusi da sette anni. Grazie alla determinazione, all'ingegnosità, e al suo intenso amore, Ma' ha creato per Jack una possibilità di vita. Però sa che questo non è abbastanza, nè per lei nè per lui. Escogita un piano per fuggire, contando sul coraggio di Jack e su una buona dose di fortuna, ma non sa quanto potrà essere difficile il passaggio da quell'universo chiuso al mondo là fuori...



COMMENTO PERSONALE:


A raccontarci questa storia, in prima persona, sarà Jack un bambino di cinque anni, che ci descriverà la sua casa, (11 metri quadrati di prigione), dove ha imparato a vivere, contare, leggere e immaginare il mondo "fuori" come quello che vede nella piccola tv, la madre oramai considerato pronto le racconterà la sua storia del perché si trova lì, del perché Old Nick l'aveva "rubata", e da qui iniziano ad organizzare la fuga.
Jack, però ha dei dubbi e comprensibili paure, lui ama quella stanza, quel piccolo mondo dove esistono solo lui e Mà, e fuori come sarà. Lei una ragazza di 26 anni  che ha saputo trasformare una prigione in un piccolo mondo meraviglioso dove suo figlio potesse sentirsi sicuro.
Devo ammettere, che in alcuni momenti mi sono immaginata come mi sarei comportata io con mio figlio, coetaneo di Jack, se fossi stata al posto di Mà, ho avuto paura e molta...
L'autrice è stata brava a parlarci del rapporto d'amore più esclusivo che un essere umano possa creare, quello tra madre e figlio.
Non vi dirò di più su questo libro, molto bello, toccante e delicato.



Voto: 5 su 5


lunedì 13 marzo 2017

"Stoner" di John Williams














p.p.       332
ed:        Fazi
prezzo: 17,50



TRAMA:


William Stoner ha una vita che sembra essere piatta e desolata. Non si allontana mai più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l'amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l'autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. E' il caso che abbiamo davanti.
(Dalla postfazione di Peter Cameron).




"A quarantatré anni compiuti, William Stoner apprese ciò che altri, ben più giovani di lui, avevano imparato prima: che la persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l'amore non è una fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscere un'altra."



COMMENTO PERSONALE:


Stoner è uno dei libri più silenziosi che vi possa capitare di leggere.
Chi finisce Stoner continua a ripensarci a tornare sulla storia, perché dosa delicatezza, poesia e realismo  ed affascina nella sua semplicità. Stoner  vive la vita che tocca la maggior parte di noi, fatta da alcuni momenti di fortuna e molti altri di noia e monotonia.
Fa un matrimonio sfortunato, involontariamente s'inimica una parte dei colleghi universitari, vive un amore clandestino, anche questo sfortunato, e scopre che la sua adorata figlia vive nell'infelicità. Del resto, l'autore lo dice nelle prime pagine, che il suo protagonista deriva da una stirpe che non riesce a fare molto di più che sopravvivere.
La forza di questo romanzo è proprio perché racconta una vita semplice e pacata, senza grandi avvenimenti, ma catturerà il vostro cuore e ripensando a Stoner lo ricorderete con affetto.


Voto: 5 su 5


mercoledì 1 marzo 2017

"IL NIDO" di Cynthia D'Aprix Sweeney














p.p. 359
ed. Frassinelli
prezzo: 19,00



TRAMA:


Aveva deciso di creare un fondo per i suoi figli. "Niente di importante", aveva più volte ripetuto, "un piccolo nido, un investimento prudente, di cui potrete godere col tempo, senza sfruttarlo". 
Ex genio messo in ginocchio dalla crisi del 2008, Leo è il maggiore dei quattro fratelli Plumb, babyboomers abbondantemente adulti secondo l'anagrafe e altrettanto sprovveduti nella realtà di ogni giorno, con le loro vite irrisolte e sempre in attesa del "Nido", l'eredità che il padre ha accantonato per loro, e che i fratelli hanno in buona parte già dilapidato prima di entrarne in possesso. Ed è proprio quando i soldi sembrano finalmente a portata di mano che tutto precipita: al matrimonio del cugino, nel tentativo di sedurre una cameriera diciannovenne, Leo carica la ragazza in macchina e finisce per provocare un disastroso incidente. Qualche tempo dopo, in uno di quei mesi di ottobre che a New York sembravano già inverno, Melody, Beatrice e Jack sono pronti ad accogliere il fratello appena uscito dal centro di riabilitazione. Ma è lui che preferirebbe evitare di vederli. Perché dovrebbe spiegare come - per riparare i danni dell'incidente - si è giocato anche la loro parte di eredità. E così intorno al "Nido", e a causa sua, i fratelli Plumb intesseranno una ragnatela di equivoci e inganni, segreti e bugie e tradimenti, nella quale loro stessi finiranno intrappolati.





COMMENTO PERSONALE:


La sfida di lettura a cui partecipo quest'anno, per il mese di febbraio chiedeva di leggere un romanzo d'esordio, avendo a portata questo libro uscito in Italia nei primi giorni di gennaio, ho pensato di approfittare dell'occasione per leggerlo, visto che ne ho sentito parlare bene e pubblicizzato come romanzo rivelazione negli USA nel 2016, ho detta perché no!!! Ecco qui mi stupisco un po', per carità scritto bene, racconta "pezzi" di storia americana degli ultimi trent'anni, la crisi finanziaria, il crollo del World Trade Center, l'avvento di internet, ma da come ne parlavano mi aspettavo di più, soprattutto dai personaggi io sinceramente li avrei voluti più strampalati e folli, insomma alla fine tutto un po' scontato..
Quando la più giovane di loro spegnerà la quarantesima candelina, il fratelli Plumb, erediteranno un'autentica fortuna, il "Nido" che l'assennato padre metteva da parte per loro, che meraviglia...e che fortunati direte voi, ma i figli il più delle volte non sono all'altezza dei padri, infatti sono stati avidi spendaccioni, chi di loro nell'attesa di aprire il regalo di papà si è indebitato ipotecando la casa, chi ha legato la prestigiosa educazione delle figlie alla propria porzione di eredità. Ma Leo Plumb il fratello maggiore scapestrato prosciuga il conto per risarcire la vittima di un terribile incidente da lui provocato e così tutti restano a bocca asciutta il loro sogno svanisce e sconvolgerà la loro vita, salteranno investimenti e relazioni sentimentali e qualcuno scapperà. Tutti saranno costretti a fare i conti con se stessi e il proprio mondo: quello dei ricchi, pieno di eccessi e superficialità.
L'ultima parte è quella che mi è piaciuta di più, soprattutto perché mi ha fatto pensare alla "buona fede" delle persone che abbiamo accanto, qui la massima di Tolstoj ci sta tutta:
" tutte le famiglie felici si assomigliano. Ma ogni famiglia infelice, è infelice a modo suo."




Voto: 3 su 5





martedì 7 febbraio 2017

"RADIOMORTE" di Gianluca Morozzi














p.p. 211
ed: Guanda
prezzo: 15,00


TRAMA:


Vi presentiamo i Colla: l'incarnazione di un ideale. Padre di successo, madre affettuosa, figlio maggiore bello e capace, figlia minore intelligente e sensibile. Cosa fanno di mestiere? Sono mercanti di felicità. Mostrano al mondo che diventare come loro si può, basta acquistare il bestseller di Fabio Colla "La famiglia felice al tempo della crisi". Milioni di lettori lo hanno già fatto e oggi i quattro sono invitati a parlare della loro ricetta infallibile in una sperduta radio di provincia. Ma una volta entrati in studio, senza cellulari per non disturbare la trasmissione, l'intervista prende una piega spiacevole. Le domande si fanno incalzanti. Poi le porte si chiudono. Infine Kristel, la giovane dj, comunica soavemente che uno dei quattro non uscirà vivo di lì. Chi? Lo decideranno loro. Non esiste un modo di salvarsi. Ma è possibile ritardare il gran finale comprando tempo in cambio di parole: raccontando i più terribili segreti. E dal passato dei Colla riemergono gli incubi rimossi della "famiglia perfetta". Sospinti dalla paura, i Colla mostrano il loro vero volto.
E il mito dell'armonia familiare si dissolve in una trama sempre più nera... In questo romanzo dal ritmo serrato Gianluca Morozzi ritrova le atmosfere e la suspance di "Blackout", chiudendo tra le quattro mura di uno studio radiofonico un gioco di specchi, di verità, di orrori sepolti nell'idillio dell'Appennino bolognese. 




"La famiglia Colla, la famiglia della gioia, è rimasta priva di sorrisi e parole. 
In totale silenzio.
Tutti ipnotizzati dal ticchettio dell'orologio che rende ogni secondo 
più odioso e pesante."





COMMENTO PERSONALE:


E' il primo romanzo che leggo di questo autore  e posso dire a gran voce.."ma che bella sorpresa!!!."  
Una lettura scorrevole e incalzante, tanto da catturarti a tal punto da lasciar scorrere l'orologio e per le 211 pagine devo ammettere che mi sono lasciata indietro un po' di cose da fare, ma volevo sapere assolutamente come andava a finire.
Che scopo avrà l'intervistatrice per odiare e punire questa fasulla famiglia del Mulino Bianco?
Una scelta difficile, un tempo che potrà aumentare soltanto se ognuno di loro rivelerà il suo segreto più nascosto.
Entri, così in un mondo di verità e finzione, di bugie e rivelazioni, in un continuo crescendo che fa alternare disgusto ed empatia per le azioni dei protagonisti fino ad un finale sorprendentemente perfetto. 




Voto: 5 su 5




giovedì 26 gennaio 2017

26 GENNAIO









E' già passato un anno???
Ebbene sì, un anno fà iniziavo, devo ammettere, di "getto" a scrivere una semplice e veloce presentazione...
 Sono veramente felice di aver trovato il modo per condividere con le persone che mi seguono una delle mie principali passioni

LA LETTURA


Quando leggo posso essere un'esploratrice, un vampiro, una montagna, una stella, una regina di un paese immaginario, i libri mi permettono di vivere mille vite e di imparare da ognuna di esse; conosco nuovi luoghi, nuove abitudini, vivo vite oltre che presenti anche passate e future poiché un libro mi permette di viaggiare nel tempo. Leggere è sognare ad occhi aperti, è come aprire gli occhi a mille realtà diverse.
Secondo gli studi fatti bastano sei minuti di lettura al giorno per ridurre lo stress; se per esempio ho avuto una giornata difficile, leggere mi aiuta a staccare la mente e a distrarmi senza pensare ad altro.
Insomma i benefici della lettura sono moltissimi, vi assicuro per me, se non avete capito, è soprattutto un gran PIACERE.

Grazie a chi regolarmente mi legge e mi osserva sui vari social, le soddisfazioni e le nuove conoscenze sono state molte. 
Grazie ancora di 
Elena