martedì 20 settembre 2016

"IL CAPPOTTO DELLA MACELLAIA" di Lilia Carlota Lorenzo















p.p.  240
ed:   Mondadori
prezzo: 18,00


TRAMA:

Palo Santo, un paese apparentemente innocuo della pampa argentina. Duecentosette abitanti, tutti si conoscono tra loro. I pettegolezzi corrono più veloci dell'incessante vento che annuncia l'arrivo della tormenta. Mentre la sarta continua a cucire e scucire il cappotto per la figlia della macellaia, che a  forza di ingozzarsi di paste con la panna non fa che ingrassare, si consuma un insolito e inquietante omicidio e una serie di fatti strani cominciano ad accadere. Quale orribile scena ha visto il bambino della sarta nella cucina della bellissima merciaia Solimana al punto di scappare terrorizzato ogni volta che la vede? Perché lei attira gli uomini del paese a casa sua? E che inconfessabile segreto custodisce Marcantonia, la sorella ritardata di Solimana? Ne sa qualcosa la bizzarra telefonista, che non si fa vedere da nessuno, ma ascolta le telefonate di tutti annotandole in un quaderno. E ancora di più ne sa Zotikos, immigrato greco in pensione, che dietro la toppa della sua porta tiene sott'occhio l'intero paese... 




"All'alba del giovedì 7 ottobre 1943, in un piccolo paese della pampa argentina
fu ucciso un uomo. 
La verità non venne mai a galla: i morti non parlano,
gli assassini non si autoaccusano, l'unico testimone non parlò
perché era il vero colpevole."



COMMENTO PERSONALE:


Siamo negli anni quaranta, nel paese di Palo Santo,  terra riarsa dell'America Latina, dove in un'unica strada si affacciano tutte le attività, una sarta, un macellaio, un emporio,un barbiere, una parrucchiera, una merciaia, un telefono (la cui addetta, come sempre accade, ascolta e conosce tutto di tutti), gli abitanti nati o capitati per caso a Palo Santo, tutti con la scorza dura, con una vita fatta di situazioni alle volte molto tristi, crude e surreali, destinati a non andarsene mai da lì. 
Il macellaio è un bell'uomo, ma è sposato, con una donna antipatica, che è anche la maestra del paese. La loro figlia, detta "pagnottina" mette su peso di giorno in giorno, rendendo impossibile alla sarta la definitiva chiusura delle cuciture del cappotto. 
Proprio intorno al cappotto si svolgono le storie dei personaggi, più o meno legate tra loro, raccontate con ironia e singolarità, dove si ricongiungeranno tutte, o quasi in un tragico finale. La storia scorre veloce, è avvincente e si presta ad essere una perfetta trama per un film. Un libro molto bello, mi è piaciuto molto, devo dire, che la prima cosa che mi ha attratto è stato il titolo, davvero azzeccato.
Dopo l'enorme successo in digitale self-publishing più venduto di Amazon 2013, il romanzo arriva in libreria in versione corretta e rivista edita Mondadori. 

Lilia Carlota Lorenzo racconta di sé: "Sono argentina. Ho una laurea in architettura che mi è servita solo per fare bella figura. Adoro l'ozio, ma non è colpa mia se sono nata in Sudamerica. Nella mia vita ho cambiato trentatré indirizzi, fatto i mestieri più disparati, vissuto in alberghi di lusso, topaie di infima categoria, belle case borghesi. Ho frequentato gli indios del Chaco ma anche gli smorfiosi radical chic europei. Adesso non esco di casa, e ho solo amici virtuali. Di tutti i mestieri che ho fatto, scrivere è senza dubbio il più divertente: niente male come compagno della vecchiaia che si avvicina." 

Mi ha fatto piacere conoscere questa scrittrice, leggere il suo libro e comunicare, se pur solo via messaggio tramite social, è una donna davvero molto umile e cordiale.




Voto: 5 su 5

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